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Sversamenti a mare: Falconara caso limite dell’intera costa adriatica.

Falconara M.ma  22.05.2017

 Sversamenti a mare: Falconara caso limite dell’intera costa adriatica

La stagione estiva sta per iniziare e gli operatori balneari stanno tirando a lucido la spiaggia per ricevere al meglio cittadini e turisti, ma il Sindaco ha già emesso due ordinanze per divieto di balneazione a seguito di sversamenti fognari per piogge di modesta intensità (la stagione 2016 si era chiusa con oltre 20 divieti).

Mentre si sta discutendo di questioni di dettaglio su chi deve apporre i cartelli in spiaggia per segnalare i divieti o sulla durata degli stessi, si sta perdendo di vista il problema centrale che riguarda l’urgenza degli interventi strutturali sul sistema fognario a mare.

Dal 2015, anno in cui è esploso il fenomeno, il nostro Sindaco ha rinunciato a svolgere il ruolo di garante degli interessi della città e di responsabile della salute cittadina per aderire a studi sugli interventi necessari, d’intesa con il Comune di Ancona e con il gestore Multiservizi Spa, che fino ad ora hanno prodotto tanta carta ed ipotesi progettuali avveniristiche, dai tempi biblici, non praticabili per gli alti costi di realizzazione.

Nel frattempo si continua a dare messaggi fuorvianti per confondere le idee ai cittadini, dopo aver archiviato l’unico studio concreto di fattibilità fatto da esperti del settore nel lontano 2005, costato alla collettività la somma di € 141.000,00, che prevedeva la realizzazione delle vasche-volano lungo la spiaggia dai costi contenuti (3-4 milioni di €), che avrebbero risolto il problema degli sversamenti nell’ 80-90 % dei casi.

Il comportamento del Sindaco e della sua Giunta sta creando un danno enorme all’economia e all’immagine della città per il forte impatto ambientale che suscitano i continui divieti a seguito degli sversamenti e per la mancata fruizione della balneazione da parte dei falconaresi e dei turisti.

Dopo tre anni di ritardi ed inadempienze è ora che il Sindaco imponga con forza alla Multiservizi di recuperare  il progetto delle vasche-volano con i necessari aggiornamenti tecnici, di cui è stato eseguito il primo stralcio sul litorale di Palombina Vecchia negli anni 2010-2011, in quanto è l’unico ragionevolmente realizzabile in due/tre anni. Tutto il resto è perdita di tempo e promesse da marinaio.

La spiaggia di Falconara, soggetta allo stillicidio di continui divieti di balneazione ad ogni piccola pioggerella, sta diventando un caso unico lungo tutta la costa adriatica da Venezia a Brindisi.

Un primato che sacrifica l’economia e lo sviluppo dell’intero territorio.

Franco Federici

Capogruppo PD Falconara.

“Comune impoverito con possibile danno erariale”.

La risposta dell’Assessore Mondaini ai rilievi sollevati dal PD su alcune scelte rilevanti della Giunta Brandoni è deludente in quanto, invece di entrare nel merito delle problematiche, risponde in politichese.

Dopo NOVE ANNI DI GOVERNO della città, diventa stucchevole rifugiarsi ancora nel passato, che ha avuto luci ed ombre, per addossare al PD, partito nato nel 2008 quando si è insediata l’attuale Giunta, responsabilità direttamente non proprie. Il ritornello di addossare le responsabilità alle precedenti amministrazioni di centro sinistra, che all’inizio del mandato rappresentava una sorta di assicurazione sulla vita della giunta Brandoni, non è più sostenibile dopo 9 anni di governo, ma è solo funzionale a nascondere le inefficienze, le incapacità ed i limiti dell’attuale giunta e per non rispondere nel merito del proprio operato. Alcune motivazioni ragionieristiche dell’Assessore Mondaini, non vengono contestualizzate in un’ottica di gestione dei servizi pubblici locali nell’ambito comprensoriale di cui Falconara fa parte. La semplicistica affermazione che è conveniente liberarsi delle quote di partecipazione nella società del gas Prometeo-Estra perché negli ultimi due anni gli utili si sono ridotti (si è passati da oltre € 700.000,00 a circa € 400.000,00 annui), è un modo non lungimirante di ragionare poichè gli utili sono comunque consistenti e suscettibili di incrementi in prospettiva. Sembrano altrettanto risibili ed imbarazzanti le motivazioni a difesa della “svendita” della società comunale CAM nell’operazione di fusione per incorporazione in Marche Multiservizi Pesaro. Il semplice fatto che il CAM aveva accumulato significative perdite, comunque gestibili, non giustifica la temeraria operazione fatta rispetto ad altre scelte possibili, che nei fatti ha portato enormi vantaggi alla sola società di Pesaro. Anche la giustificazione che l’operazione si è resa necessaria per mantenere l’efficienza del servizio di igiene urbana e per salvaguardare l’occupazione è debole e fuorviante perché inveritiera, in quanto il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti è palesemente peggiorato rispetto a prima. L’obiettivo di raggiungere il 65 % di raccolta differenziata è diventato irraggiungibile e quindi rappresenta solo un miraggio (dopo sei anni siamo fermi al 53 %), le tariffe della tassa rifiuti nella nostra città sono le più alte di tutta la Provincia ed i dipendenti dell’ex CAM sono stati ridotti ed in parte trasferiti a Pesaro.

La Giunta ha sbagliato fin dall’inizio nel cedere la gestione del CAM a Marche Multiservizi con un contratto d’affitto d’azienda, per poi passare ad una fusione per incorporazione con la stessa, affidando la perizia giurata di stima dei beni, impianti, attrezzature, avviamento e valore dell’azienda, ad un commercialista di Pesaro che ha prodotto una sottovalutazione complessiva dell’effettivo valore. Alla fine della vicenda con l’azienda di Pesaro, iniziata nel 2011, che si concluderà tra pochi mesi perché il Piano d’Ambito di cui Falconara fa parte, è orientato ad affidare il servizio di Igiene Urbana ad un gestore unico, che sia una società in house, il nostro Comune rimarrà con il cerino in mano ed un insignificante partecipazione dello 0,25 % nel capitale sociale di Marche Multiservizi. I vantaggi economico-finanziari sono andati tutti alla società di Pesaro che dalla fusione e da sei anni di gestione del servizio ha: – acquisito tutto il patrimonio del CAM, beni, attrezzature comprese le sedi ed impianti, realizzati in 40 anni di attività; – Gestito in autonomia, senza alcuna supervisione, anche del Piano economico-finanziario annuale previsto, sia il servizio di Igiene urbana, che il verde pubblico, i servizi cimiteriali e gli altri servizi minori con un budget annuale di oltre 8 MILIONI di euro all’anno a totale carico del Comune, che ammontano, nei sei anni di gestione, a circa 50 milioni di euro. Un bel colpo! Una strategia fallimentare che è servita a depauperare la comunità falconarese di un enorme patrimonio, a peggiorare la qualità dei servizi e ad isolarci rispetto al contesto provinciale,. Da tutto ciò sembra, inoltre, profilarsi un danno erariale da segnalare alla Corte dei Conti.

Avv. Franco Federici

Capogruppo PD Comune di Falconara Marittima.

 

CONDOGLIANZE FAMIGLIA NOVELLI.