Ancora una volta l’amministrazione, in questo caso come in quello dell’ atto di indirizzo per la Variante Generale del 03/03/2010, voleva farci approvare una sorta di cambiale in bianco. Anche in quel caso infatti, si voleva far passare un atto le che consentisse di avere mani libere sull’ urbanistica. E non solo. Errata è anche la premessa POLITICA all’atto: SERVONO NUOVE CASE? Noi crediamo di NO, per lo meno non in questa fase storica ed economica anche perché si rischierebbe davvero di creare una ulteriore bolla immobiliare. E’ la stessa inascoltata questione che ponevano i residenti di Via Friuli al tempo della avariante omonima. Servono nuove case? O ce ne sono troppe ed è più utile puntare sul recupero? Non a caso in questi giorni - proprio perché c’è un SUPLUS di EDIFICATO - si parla di eliminare/ridurre l’IMU sul patrimonio immobiliare sfitto o invenduto, che altrimenti si configurerebbe come una sorta di “tassa sul magazzino”. Ecco perché noi crediamo che sia prioritario un RECUPERO DELL’ ESISTENTE EDIFICATO. Nello specifico dell’ atto odierno, le nostre motivazioni contrarie sono chiare e sono di seguito elencate.
- Manca l’analisi del contesto. E’ stata fatta un’analisi del mercato edilizio che è fermo? E’ stata fatta un’analisi dell’ impatto di tali interventi in funzione dell’ incremento delle PM10 che ne conseguirà? E’ stata fatta un’analisi economica alla luce delle difficoltà dell’ azienda Api, la principale realtà industriale locale che versa in grave difficoltà e a seguito delle scelte della stessa, ci saranno effetti pesanti su lavoratori e imprese dell’ indotto? Assolutamente no. Si progetta il futuro urbano della città a patire da premesse incomplete e quanto meno ottimistiche della realtà attuale, che non sono reali.
- E stata fatta un’analisi del FABBISOGNO ABITATIVO? Le premesse dell’ Amministrazione ci vorrebbero fare credere che la causa dello spopolamento della città sia quella della bassa qualità abitativa. Forse in parte, ma la VERA PRIORITA’ è che la città si spopola perché NON E’ ACCOGLIENTE. Mancano servizi, manca recupero urbano, manca la viabilità, manca il verde, MANCA LA SICUREZZA. E infatti, la cronaca dei quotidiani di questi ultimi anni - al netto degli SLOGAN dell’ amministrazione - parla chiaro di una città più insicure e meno vivibile.
- La proposta di 750 nuovi abitanti sommata agli altrettanti previsti dalla variante c.d. Montedomini porterebbe un nuovo carico abitativo di 1500 abitanti. Si è valutato quale sarà NEL COMPLESSO l’impatto in termini di viabilità, servizi, qualità della vita? Niente.
- Non accettiamo il RICATTO del P.O.R.U. , Piano Operativo di Rcupero Urbano, che è stato posposto alla variante stessa. Ovvero l’amministrazione vorrebbe farci intendere che, per realizzare un piano di riqualificazione complessivo del territorio, bisogna PRIMA approvare una variante urbanistica che crea nuove case. Questo è INACCETTABILE. Noi chiediamo PRIMA di farci capire COME VOGLIONO RECUPERARE IL TERRITORIO, e poi EVENTUALMENTE potremmo pensare di collaborare su nuovi progetti.
- Nelle premesse all’ atto (in queste e in quelle approvate il 3/3/2010) si dice che non si può pensare allo sviluppo di Falconara senza inquadrala nell’ ottica di area vasta. Ottima teoria, pessima pratica visto che di fatto anche questo intervento come altri ipotizzati da questo governo locale, si collocano in perfetta solitudine rispetto ad esempio alle amministrazioni locali limitrofe (Ancona, Chiaravalle, Marina)
- Quale coinvolgimento della cittadinanza in queste proposte di modifica? Nessuna partecipazione e contributo. Tutto pensato e gestito nelle segrete stanze per potere. E non ci si può nascondere dietro al fatto che sono state fatte riunioni con i proprietari delle aree interessate. Un intervento urbanistico deve perseguire obiettivi UTILI ALL’ INTERA COMUNITA’ e quindi un progetto di tale portata andava condiviso e confrontato con la cittadinanza intera, vera garante della bontà di una proposta di tale tipo. E invece nulla.
Quello che serve è una vera POLITICA PER LA CASA. Ad esempio sviluppando intese che possano mettere in circolo i tanti immobili sfitti e aiutare i potenziali acquirenti/locatari attraverso degli accordi che consentano di calmierare il mercato e favorire gli scambi commerciali, convinti che la sicurezza dei cittadini falconaresi in quelle aree passa anche attraverso un rilancio delle attività economiche di prossimità, che possono già con la loro sola presenza, rendere un po’ più vivibile, oltre che favorirne il decoro urbano.
In conclusione, anche questo caso è emblematico del modo di agire di un sistema politico che non condividiamo e di cui continuiamo a vedere i limiti oggettivi. Sono passati quattro anni e al di là dei proclami e degli slogan, di proposte concrete e importanti per rilanciare la città non v’è traccia. Perché quello che serve a Falconara, sono idee nuove per recuperare nove risorse stabili e durature che possano, non in maniera occasionale, ma in maniera strutturale far fronte al gap tra entrate e uscite. Disse una volta il Sindaco che “la città non si amministra ma si governa” cioè si indirizza verso una prospettiva. Proprio questo è quello che manca. Manca l’idea di città del futuro. Servono progetti importanti e persone all’altezza. Proprio quello che manca a questa amministrazione. E’ di questa incapacità di fondo che l’accusiamo, ed è su questa che siamo certi, verrà misurata dai cittadini.
Andrea Rossi
Cons. Comunale PD Falconara
